Odor di mondo

Era il figlio di Boemondo
un poeta a tutto tondo:
era al quanto pudibondo,
dall’olezzo nauseabondo
e dal peto inverecondo
che annusato fino infondo
ti rendeva furibondo!

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Peter corre

In una villa alle Azzorre,
in un weekend d’estate,
vi si trova Peter Lorre
ospite di un certo frate
nella cella di una torre.

Non vi dico le sfuriate
mentre lì Peter scorre
il programma dell’abate
che prevede di comporre
un’opera di scudisciate!

Così mentre si discorre,
scardinando due o tre grate,
senza un attimo frapporre,
per fuggir dalle frustate,
Peter scappa e forte corre!

Poesia animalista

In un algido mattino
c’era un timido agnellino
che infreddolito, poverino
tremava come un pino.

L’ho portato a me vicino,
unto d’olio e rosmarino,
l’ho scaldato per benino
e ora giace nel pancino!

Etimo Estimo Eskimo Pathos

Un giorno, cercando l’etimo
di un vocabolo etnico,
ad Adolfo, figlio di Settimo,
è preso un attacco di panico.

Gli ho urlato: “ti sopprimo!”,
mi ha risposto: “non è etico!”,
e mi ha strappato l’eskimo
durante un eccesso etilico.

Che grande scontro epico,
tutto ciò per un estimo!

La sorella di Mirella

Mirella si fa bella
per andare da Fiorella
a mangiare la
paella
con limone e Nutella,
un po’ di
mozzarella,
due brioche e una Girella,
della carne di vitella
che Fiorella, la sorella,
conserva nella cella.
Ma scalogna nera e jella:
s’è rotta la nuova sella
della sua bici Graziella!

La camomilla

Nella villa di Camilla
il telefono trilla,
brucia una favilla
mentre una scintilla
di intensa luce brilla
nella gran pupilla
della zia Petronilla.

Arriva un balilla
e tosto Nilla strilla
perché un’anguilla
da un po’ si gingilla
nella camomilla
della sorella Priscilla!